Psicologo e Psicoterapeuta. Formatore e Trainer. Esperto di Assessment di gruppo ed individuale, Selezione e Ricerca di Personale. Consulente per la ricerca clinica, aziendale e di mercato. Riceve a Pescara e Roma.

Psicologia Lavoro Italia

Circoli di qualità e partecipazione dal basso: le esperienze in Barilla

 

Psicologia, capitale intellettuale e learning organizations

Con il passaggio da una economia industriale ad un’economia dei servizi, il maggior investimento di risorse da parte delle aziende dovrebbe riguardare l'insieme delle proprietà intellettuali e psicologiche, piuttosto che semplicemente i capitali materiali. 

Diverse organizzazioni stanno sviluppando un interesse privilegiato nei confronti delle capacità dei knowledge workers di interagire con i fattori ambientali e di contesto. 

In Italia, una delle aziende che ha investito maggiormente nell'interazione tra apprendimento di conoscenze ed innovazione di processi e strategie, è certamente la Barilla, che ama definirsi una learning organization, dove la conoscenza si evolve fino a modificare la propria identità e la propria rappresentazione; 

un'azienda che fonda la propria cultura su valori umani di umiltà e passione, decentralizzando decisioni e responsabilità, e trasferendole a gruppi che lavorano in completa autonomia.

Psicologia qualità pescara

Questa multinazionale italiana nasce nel 1877 a Parma come bottega produttrice di pane e pasta

Il suo fondatore, Pietro Barilla, negli anni consente al suo marchio di ingrandirsi, aumentando la produzione e la distribuzione dei prodotti, configurandosi a partire dal dopoguerra come azienda leader nella produzione nazionale della pasta. 

Con l’ampliamento ai prodotti da forno e la creazione del marchio Mulino Bianco viene avviato negli anni ’90 un processo di internazionalizzazione che condurrà all'acquisto di diverse società italiane ed estere, e ad estendere la sua distribuzione ai paesi nordamericani. 

L’azienda conta oggi 26 poli produttivi, tra cui mulini, forni e 7 pastifici (in Italia, Turchia, Grecia, Stati Uniti, Messico). 

Alla guida dell’azienda c’è, da oltre 130 anni, un'esperienza imprenditoriale giunta alla quarta generazione.

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Circoli di qualità e gruppi di lavoratori

A partire dal 2000 sono stati realizzati progetti di sviluppo organizzativo, specifici per ogni stabilimento, basati sulla metodologia dei cosiddetti circoli di qualità, che consistono in piccoli gruppi di lavoratori che si incontrano con il management per discutere e proporre azioni migliorative

I circoli di qualità di operai sono stati lanciati intorno agli anni ’80 anche da altre aziende italiane in differenti settori, come la Fiat e la Pirelli

La partecipazione ai circoli di qualità è volontaria e tesa alla creazione di un ambiente più favorevole che consenta il miglioramento dei processi produttivi, aumentando la collaborazione tra gli attori del processo e cercando soluzioni creative a problemi di natura pratica, partendo dal basso dell’organizzazione, ovvero da chi materialmente produce.

Psicologia qualità pescaraL’assunto di fondo di questi progetti è quello di rispondere alle esigenze dei clienti e ad una domanda sempre più in crescita, insistendo sul settore della produzione, mirando al raggiungimento dei risultati attesi e lavorando sulle persone

I problemi possono essere risolti anche tecnicamente, ma senza l’apporto positivo delle persone non si va molto lontano” riferisce il direttore della Supply Chain dello stabilimento San Nicola di Melfi.

Porsi nell'ottica di essere contemporaneamente produttore e consumatore fornisce, infatti, grandi vantaggi: è sufficiente passeggiare tra i corridoi di uno stabilimento ed affacciarsi nella sala ristoro per vedere come, attorno ad un tavolo, i dipendenti in pausa bevano caffè ed assaggino un biscotto prodotto dalla stessa azienda, valutandone la riuscita e la qualità. 

“E’ questa la fortuna insita nei gruppi di lavoro: avere la possibilità di giudicare in prima persona la qualità del prodotto finale che finirà sulle tavole degli stessi lavoratori. 

Quale arma è più potente dell'integrazione tra obiettivi previsti e contesto in cui si opera? 

Per facilitare questo processo, i risultati vengono periodicamente monitorati: viene misurata la soddisfazione lavorativa, l’analisi dei costi-benefici delle singole iniziative, il cambiamento dei risultati produttivi”- aggiunge.


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Produttività è partecipazione

Il gruppo di lavoro o circolo, composto dagli operai accomunati dalla stessa mansione e dalla comune percezione di essere protagonisti di queste attenzioni progettuali ed organizzative, risponde positivamente a questi stimoli attraverso la forma più riconosciuta ed apprezzata di scambio: la produttività

Oltre ai circoli, una serie di momenti formativi specifici ha inteso sensibilizzare tutti i livelli organizzativi con il fine di promuovere l’adozione di comportamenti ed azioni utili a migliorare la qualità dei prodotti e dei processi

Anche questi momenti d'aula si fondano sulla partecipazione diretta di tutte le persone coinvolte nel processo di produzione, dal team di vertice, ai capiturno, agli operatori

Si tratta di un vero e proprio coinvolgimento a cascata che interessa tutte le parti presenti nell’organizzazione e che non può prescindere da nessuna di esse. Un processo che in diversi stabilimenti ha condotto ad una serie di risultati incontrovertibili: un incremento dei volumi prodotti, un incremento dell’efficienza, un incremento del rendimento, una buona soddisfazione lavorativa, un’ottima comunicazione di reparto, un’efficace riduzione dell’assenteismo, una notevole riduzione degli infortuni, la crescita professionale degli operatori che sono in grado di svolgere sia compiti produttivi che manutentivi

Non esistono sensori più sofisticati dei nostri occhi” -conclude il direttore di produzione- le persone in fabbrica sono i protagonisti assoluti dell’azienda, sia come attori che come consumatori”.

Il caso della Barilla evidenzia come una learning organization sia in grado di sviluppare elementi centrali per il suo stesso buon funzionamento: un allineamento degli obiettivi personali a quelli dell’organizzazione (Shared Vision), un incremento delle capacità individuali al fine di raggiungere i risultati desiderati (Personal Mastery), processi di apprendimento che avvengono soprattutto nell’ambito dei gruppi, dove viene offerta potenzialità al pensiero collettivo (Team Learning), un riconoscimento della visione interna del mondo esterno, per comprendere come questa influenzi azioni e decisioni (Mental Models) ed una forma riconoscibile del pensiero sistemico (System Thinking)


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L'articolo e le interviste sono stato elaborate da alcuni paragrafi tratti dalla tesi di laurea triennale di Maria Renata Scarcelli dal titolo "La gestione dei gruppi di lavoro: il caso della Barilla di San Nicola di Melfi". Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, Facoltà di Psicologia, Corso di laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche, Febbraio 2012.

Massimiliano Barattucci

 Consulenza Formazione Ricerca

Psicologo Psicoterapeuta PhD