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Psicologia e Depressione: processi di pensiero e valutazione della realtà

A partire dagli anni ’30 e fino alla fine degli anni ’60, l’approccio terapeutico alla depressione era caratterizzato da trattamenti di tipo fisico, come quelli elettro-convulsivanti. 

Nelle ultime decadi sono state impiegate con sempre maggior frequenza tecniche di intervento psicologico, unitamente o meno alla farmacoterapia, tutte sottoposte a validazione scientifica.

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Le ricerche di Beck e lo sviluppo della psicoterapia della depressione

Il momento culminante dello sviluppo degli interventi di psicoterapia specifici per la depressione può essere collocato tra il 1960 ed il 1980, grazie alle osservazioni cliniche di Beck, Rush e collaboratori. 

Beck aveva compreso che alcuni individui possono essere maggiormente vulnerabili nei confronti della depressione, poichè in conseguenza di esperienze precoci sviluppano schemi di pensiero distorti in senso negativo. 

Tali cognizioni negative potrebbero rimanere latenti per lungo tempo ed essere riattivate da eventi particolarmente significativi per l’individuo. 


I tre nuclei della depressione per Beck

La sintomatologia depressiva è sostenuta da tre nuclei centrali. 

In primo luogo, una triade di cognizioni negative ricorrenti che influenzano direttamente il modo in cui gli individui considerano se stessi, il mondo e il futuro (l'interpretazione negativa dell’esperienza, la valutazione negativa del se, le aspettative negative del futuro). 

In secondo luogo, la presenza di schemi negativi, spesso inconsapevoli, lo portano a raccogliere, interpretare, etichettare le esperienze con modalità rigide e monotematiche

Infine, una serie di errori logici quali valutare solo in termini di “bianco o nero”, ingrandire o ridurre le esperienze che ci capitano, ragionare attraverso le emozioni che proviamo, formulare solo una serie di ipotetiche conclusioni negative delle situazioni, concentrarsi solo sugli aspetti negativi, generalizzare le esperienze negative che accadono.

La valutazione erronea della realtà

Prima degli studi di Beck, non veniva attribuito particolare rilievo ai processi di pensiero nella depressione, in base all’assunto secondo cui si tratterebbe solo di un disturbo affettivo o dell'umore.

Questo autore, esaminando il contenuto dei pensieri dei pazienti, ha mostrato che nella depressione essi sono caratterizzati da bassa considerazione di se, autocritiche, doveri opprimenti, autocomandi ed ordini, desideri di fuga e suicidio.

Nella persona depressa operano processi di pensiero che presentano, quindi, una sorta di errore sistematico nella valutazione dei dati della realtà.

Intervenire su questi pensieri è semplice e alla portata di tutti. 

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Massimiliano Barattucci

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