Psicologo e Psicoterapeuta. Formatore e Trainer. Esperto di Assessment di gruppo ed individuale, Selezione e Ricerca di Personale. Consulente per la ricerca clinica, aziendale e di mercato. Riceve a Pescara e Roma.

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Conformismo e adeguamento al grupp: psicologia sociale applicata al lavoro

 

Come psicologo che lavora per le aziende mi occupo spesso di psicologia applicata e relazioni nei gruppi di lavoro, rilevando con una certa costanza che alcune dinamiche di gruppo, nonostante i cambiamenti profondi del mondo del lavoro, siano costanti nel tempo e non sembra abbiano subito cambiamenti di sorta.

Un esempio è rappresentato dalle influenze che hanno sui comportamenti dei lavoratori alcuni fenomeni come la desiderabilità sociale e l'adeguamento al parere dei colleghi. 

Di seguito, proponiamo quindi alcune considerazioni relative ad un famoso esperimento di psicologia sociale che riguarda proprio questi fenomeni ed in particolare il conformismo sociale, attraverso un video-racconto molto suggestivo. 

Essere membro di un gruppo, infatti, è una condizione sufficiente a modificare le azioni e, in una certa misura, anche i giudizi e le percezioni visive di una persona. 

psicologia gruppi

L'esperimento di Asch del 1956 voleva verificare la possibilità di influire sulle percezioni e sulle valutazioni di dati oggettivi, senza ricorrere a false informazioni sulla realtà o a distorsioni oggettive palesi. 

Il 25% dei partecipanti non si conformò alla maggioranza, mentre il 75% si conformò almeno una volta alla pressione del gruppo.

L'esperimento prevedeva che 8 soggetti, di cui 7 complici dello sperimentatore all'insaputa dell'ottavo, si incontrassero in un laboratorio per quello che veniva presentato come un normale esercizio di discriminazione visiva. 

Lo sperimentatore presentava loro delle schede con tre linee di diversa lunghezza in ordine decrescente; su un'altra scheda aveva disegnato un'altra linea, di lunghezza uguale alla prima linea della prima scheda. Chiedeva a quel punto ai soggetti, iniziando dai complici, quale fosse la linea corrispondente nelle due schede. 

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Dopo un paio di ripetizioni "normali", alla terza serie di domande i complici iniziavano a rispondere in maniera concorde e palesemente errata; il vero soggetto sperimentale, che doveva rispondere per ultimo o penultimo, in un'ampia serie di casi iniziava regolarmente a rispondere anche lui in maniera scorretta, conformemente alla risposta sbagliata data dalla maggioranza di persone che aveva risposto prima di lui. 

In sintesi, pur sapendo soggettivamente quale fosse la "vera" risposta giusta, il soggetto sperimentale decideva, consapevolmente e pur sulla base di un dato oggettivo, di assumere la posizione esplicitata dalla maggioranza. 

Solo una piccola percentuale si sottraeva alla pressione del gruppo, dichiarando ciò che vedeva realmente e non ciò che sentiva di "dover" dire.

Gli operatori delle risorse umane sono chiamati di conseguenza ad una maggiore profondità di analisi delle dinamiche di gruppo interne, perchè la tendenza al conformismo può rappresentare un comportamento esclusivamente situazionale o determinato dal contesto ambientale, e può condurre ad una sopravalutazione della coesione interna dei gruppi di lavoro. 

 Massimiliano Barattucci



Dott. Massimiliano Barattucci 

Psicologo - Psicoterapeuta - Dottore in Ricerca 

Consulenza Formazione Ricerca 

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